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Roma - È di ieri la notizia secondo cui, grazie ad un accordo con OB10.com (uno dei maggiori hub
europei di fatturazione elettronica), è possibile pagare fatture
elettroniche con PayPal, cliccando un bottone inserito nel file PDF
della fattura.
L'annuncio, che posiziona PayPal, oltre che come
servizio B2C utile ai privati per pagare gli acquisti su internet,
anche come servizio B2B (business-to-business) utile alle (piccole)
imprese per pagare i fornitori, potrebbe cambiare il mercato della
fatturazione elettronica.
La fatturazione elettronica presenta due vantaggi principali, cui corrispondono due diverse visioni dell'offerta di servizi di fatturazione elettronica.
Il
primo vantaggio è che permette di rendere meno laborioso per il
ricevente il processo di autorizzazione al pagamento delle fatture. La
fattura elettronica permette di fare, in modo molto più semplice e meno
costoso, quello che (poche) aziende fanno già con l'EDI (Electronic
Data Interchange).
Il secondo vantaggio è che rende più efficiente
l'effettuazione del pagamento e permette di offrire servizi finanziari
(ad esempio l'anticipo fatture) in modo più semplice e sicuro.
Eliminare
l'archivio cartaceo è un terzo vantaggio ma: (I) "vale" molto meno dei
precedenti in termini di saving, (II) rappresenta un business meno
interessante, a causa del fatto che il prezzo dei servizi di firma,
trasmissione ed archiviazione fatture ha buone probabilità di tendere
rapidamente a zero.
Fino ad oggi il mercato è stato dominato
da due tipi di operatori, gli "hub" che hanno focalizzato la propria
offerta sulla semplificazione del processo di autorizzazione al
pagamento della fattura (ma generalmente non offrono servizi di
pagamento vero e proprio), e le banche che, in generale, si sono
focalizzate sulla trasmissione della fattura elettronica cui hanno
associato i propri servizi di pagamento (senza offrire granché in
termini di strumenti per la semplificazione dei processi di
autorizzazione).
In effetti, uno dei principali motivi per cui
le banche si sono affacciate sul mercato della fatturazione elettronica
(un servizio caratterizzato da volumi e margini molto meno interessanti
di quelli tipici del business bancario) è stata l'esigenza di evitare
il rischio che gli hub tentassero di disintermediare le banche dal
business dei pagamenti.
Questo rischio è rimasto del tutto
teorico: la fatturazione elettronica è rimasta un business di nicchia
caratterizzato da volumi e tasso di crescita modesti.
Per
offrire servizi di fatturazione elettronica, le banche hanno adottato,
invece che il "classico" modello "a hub", il "four corner model" (dove
gli "angoli" sono chi vende, la banca di chi vende, la banca di chi
compra e chi compra), anche perché questo schema rispecchia il modo in
cui le banche sono abituate a lavorare.
Il problema è che il modello
"a quattro angoli" funziona benissimo quando si tratta di servizi
finanziari, ma si presta meno bene per aiutare chi vende e chi compra a
condividere informazioni sullo stato di avanzamento del processo di
autorizzazione al pagamento delle fatture.
PayPal gestisce
transazioni per decine di miliardi di dollari, e conta una sessantina
di milioni conti attivi, utilizzabili per inviare pagamenti a centinaia
di migliaia di aziende piccole e, sempre più spesso, grandi.
Per
questo l'annuncio di PayPal rende molto più concreto il rischio di
"disintermediazione" cui si accennava e potrebbe spingere il sistema
bancario e gli hub italiani a rendere più completa e attrattiva la
propria offerta di fatturazione elettronica, con il risultato di fare
decollare il mercato più in fretta.
Il secondo aspetto positivo
è che la fatturazione elettronica diventa finalmente anche un tema B2C
(business-to-consumer). Magari presto riceveremo per posta elettronica
e pagheremo via internet non solo la bolletta Enel e Tim, ma anche le
fatture dell'idraulico, il dentista, e le lezioni di tennis dei bambini.
Fabio Annovazzi
Fonte: Punto Informatico
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