La web agency di milano realizza siti
internet per aziende, sia su modello base personalizzabile
che su campione scelto dal cliente. Il design di un sito internet,
congiunto ad una navigazione semplice e veloce,
sono due dei principali fattori di successo di un sito e quindi
due dei fattori a cui la nostra web agency di milano presta maggior
attenzione. Sei interessato?Continua
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Le molte offerte e promozioni
che la web agency di milano propone non sono solamente un vantaggio
per i propri clienti, ma anche per la web agency stessa che tramite
queste promozioni ha la possibilità di mettere in mostra la qualità
dei propri servizi, contando poi sul fatto che la qualità del
lavoro sia essa stessa la miglior pubblicità
possibile.
Con il termine "web marketing"
si indica quell'insieme di tecniche e di studi atti ad analizzare
il target di mercato e a stabilire il piano operativo
e le azioni migliori da effettuare per garantire il successo
di un'azienda nel vasto e competitivo mercato di Internet.
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al web
marketing a milano
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tecnico che commerciale sui servizi di web design
tramite CMS autoaggiornabile e di web marketing
offerti dalla web agency. Inoltre potrete chiedere ulteriori dettagli
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Roma - Ci sono molti segnali differenti della grande prevalenza del
search nella rete Internet attuale. Nel suo annuale report sulla
usabilità, Jakob Nielsen, oltre che sostenere che gli utenti della rete
sono sempre più egoisti
ci racconta che "Search rules", "la ricerca comanda". È solo l'ultimo
di una lunga lista di autorevoli commentatori che pongono l'accento
sulla centralità delle ricerche sul web nell'ambito delle attività
quotidiana dei navigatori della rete. Secondo Nielsen la percentuale
dei navigatori che accede alla front page dei siti web si è
radicalmente ridotta negli ultimi anni. Nel 2004 circa il 40% degli
utenti della rete visitava la homepage di un sito web per poi, da lì,
accedere alle pagine internet interne seguendo i propri gusti ed
interessi; oggi tale percentuale di "esploratori a naso" si sarebbe
ridotta al 25%. Gli utenti sanno insomma già dove andare quando
accedono ad una risorsa in rete e lo sanno perché in molti casi un
motore di ricerca glielo ha indicato esattamente: sostanzialmente -
sostiene Nielsen con qualche ragione- "i motori di ricerca governano il
web".
Certo non si tratta di una novità, anche se molteplici
differenti notizie degli ultime settimane concordano con questa
analisi. Google, per fare un esempio, ha recentemente superato Yahoo
nel ranking dei siti più visitati in rete secondo le stime di Nielsen e
Comscore.
Durante il recente convegno londinese degli editori online OPA 2008, Jeff Jarvis ha raccontato
sul suo blog come ormai la centralità del search nell'ottica
commerciale dei grandi editori online sia diventata impossibile da
ignorare. Si calcola che i 2/3 del traffico internet verso i siti web
dei grandi quotidiani americani sia oggi governato da Google, che è
diventata, da tutti i punti di vista, la nuova edicola dei tempi
moderni.
Osservando questi numeri non meraviglia la strategia
recente del gigante di Mountain View che ha iniziato ad inserire le
notizie di attualità in testa alle proprie classifiche. Tutto questo da
un lato ostacola gli interessi degli utenti tipici del motore di
ricerca che vedono "sporcata" ogni ricerca di tipo bibliografico da
eventuali news recenti sul medesimo argomento, presentate in genere con
maggior evidenza, dall'altro avvicina Google al liveweb raccontato da
altri motori di ricerca come Technorati, in grado di accorciare i tempi
di emersione delle news all'interno dei tool di ricerca.
Personalmente
avrei preferito che Google non mescolasse informazioni tanto differenti
(sostanzialmente quelle derivanti dal pagerank con quelle delle news
recenti) o che dedicasse a due tipologie di ricerca molto differenti
strumenti diversi (un motore dedicato solo alle news, per esempio) ma
la sottolineatura degli editori di cui vi davo conto poco fa racconta
evidentemente la bontà di simili scelte per lo meno in termini
numerici.
Nello stesso tempo è evidente che se oggi provate a
tentare una ricerca sul paesino campano di Chiaiano (al centro delle
cronache per la questione rifiuti), Google restituisce quasi
esclusivamente record che hanno attinenza con la cronaca di questi
giorni e questo, di fatto, non mi pare un buon risultato in termini di
efficienza della ricerca, anche se moltissimi navigatori utilizzeranno
simili link per accedere ai siti informativi sulla questione discariche
in Campania.
Il search quindi orienta potentemente la
navigazione sul web ma non solo. Nel mondo dei social network è ben
viva da qualche mese una discussione ampia sulle ragioni per cui la
grande maggioranza dei siti come Facebook e Myspace sembrerebbero
invogliare poco gli utenti al click sui collegamenti pubblicitari, un
problema cruciale per la sussistenza prossima ventura di simili
utilizzatissime piattaforme. Pur non essendoci ancora alcuna chiarezza
al riguardo, alcuni analisti sostengono si tratti una questione
fortemente ambientale: il click sui link di AdSense o sui banner
pubblicitari è una azione di rete che ha qualche attinenza col search
(ed infatti funziona discretamente bene sui motori di ricerca e sui
siti web convenzionali) ma che viene percepita come innaturale e fuori
luogo nel momento in cui gli utenti decidono di "fare rete",
collegandosi ai contenuti di altri utenti, come avviene dentro le reti
sociali. Fino a quando - come sostiene iMediaconnection
- non si troverà la maniera di interfacciare il "vero marketing del
passaparola" (un ossimoro dal mio umile punto di vista) con i contenuti
delle reti sociali, non sarà possibile adattare efficacemente
l'esposizione pubblicitaria ai nuovi strumenti della rete. Come
qualcuno di voi ricorderà, ci ha provato Facebook qualche mese fa con
il suo progetto Beacon (rapidamente chiuso nel giro di pochi giorni)
con i risultati disastrosi che tutti abbiamo visto e poi null'altro.
Anche
dal punto di vista della pubblicità insomma è possibile individuare una
grande prevalenza del search perfino rispetto alle ultime frontiera
della presenza in rete tipo Facebook o MySpace. Questo probabilmente
indica quali saranno i percorsi di ricerca più utili per le grandi
aziende Internet nel prossimo futuro che potrebbe essere descritto con
pochissime parole: creare un motore di ricerca che funzioni meglio di
Google. In bocca al lupo.