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Bot cinesi infettano migliaia di server |
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Roma - Non si ferma l'ondata di cyber-attacchi proveniente dalla Cina. Dopo il picco
registrato verso la fine di aprile, quando vennero infettate circa
mezzo milione di pagine web, da circa una settimana gli esperti di
sicurezza registrano un crescendo di attacchi simile al precedente, ma
basati su nuovi exploit.
L'origine di questi attacchi, secondo quanto riporta la società di sicurezza Armorize Technology,
è una server farm cinese costituita da circa un migliaio di sistemi.
Come in passato, gli aggressori si avvalgono di un tool capace di
sfruttare lo spider di Google
per automatizzare la ricerca di computer vulnerabili. Le falle
sfruttate dai cracker sono oltre una decina, e riguardano Windows,
RealPlayer, ASP, StormPlayer ecc.
Armorize sostiene che, solo
nell'ultima settimana, i cracker cinesi hanno compromesso almeno 10mila
server Windows e centinaia di migliaia di pagine web. Alcuni degli
attacchi utilizzati da questi criminali informatici è di tipo SQL
injection, la stessa tecnica utilizza lo scorso mese per penetrare su
moltissimi siti web, alcuni anche molto noti.
Attacchi di SQL
injection sono stati lanciati la scorsa settimana anche dalla botnet
Asprox, nota soprattutto come origine di molte email di phishing. La
botnet è stata aggiornata con un nuovo tool di cracking capace di
mascherarsi come Microsoft Security Center Extension e
cercare, sempre attraverso Google, falle note nelle pagine ASP: quando
il tool trova una pagina vulnerabile, vi inietta un IFrame che redirige
i visitatori verso server contenenti vari tipi di malware, inclusi
trojan e keylogger.
Fonte: Punto Informatico
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